Omar Viel

Omar Viel ha studiato Conservazione dei Beni Culturali e si occupa di comunicazione in diversi ambiti, tra cui quello artistico. Ha pubblicato racconti nell’antologia Venise Collection Bouquins, dell’editore francese Robert Laffont, su Nazione Indiana e Nuova Prosa, e il romanzo Fulgore della notte con Adiaphora edizioni. È stato finalista alla VI edizione del Premio Italo Calvino.

web: www.omarviel.com

Pubblicazioni

  • Loess, 1992, Finalista del premio Italo Calvino
  • Fetish, Lampi di Stampa, 2005
  • Patrimonio genetico, in “Nuova Prosa”, 51, 2009
  • Marbré (Mormora), in “Venise Bouquins”, Robert Laffont, 2016
  • Fulgore nella notte, Adiaphora edizioni, 2019

Cene al veleno

(romanzo, diritti disponibili)

Un artista e il suo biografo si incontrano per cena in un ristorante di Londra. Non un semplice ristorante, ma un ristorante dove servono il fugu. Non una semplice cena, ma un rituale consolidato negli anni che sancisce il loro legame. Nell’ultima “cena al veleno”, raccontata in questo romanzo, si snodano i ricordi di due esistenze intrecciate ancora prima del loro effettivo incontro. Un viaggio nel tempo e nello spazio, dagli anni Sessanta ai giorni nostri. Dalle pianure del Nord Italia alla Londra soffocata dalla “killer fog”. Dalle calli veneziane fino al mare eterno delle isole greche. Un duello dialettico, un gioco di specchi in cui due uomini ridiscutono il primato tra forma e materia, tra arte e vita, consapevoli che per scavare nell’esistenza dell’altro occorre prima di tutto mettere a nudo se stessi. Un romanzo intenso, dove il motivo fantastico ammanta di poesia il motivo biografico.

Nel tuo corpo, il limbo

(romanzo, diritti disponibili)

Il Narratore e Soter Nomi sono nati lo stesso giorno, dormono nella stessa camera, condividono gli stessi affetti. Sono anime inseparabili, ma il Narratore è un bambino come tanti, mentre Soter celebra con il proprio senso estetico un destino di bellezza. A Compton House, il palazzo di Hampstead Heath in cui si aggirano tra sale e soffitte labirintiche, la loro principale compagnia è l’autista e tuttofare John, un testimone “a conoscenza di questioni di vitale importanza sull’esperienza umana”. Quando alla vigilia dei nove anni Compton House è sottoposta a sequestro giudiziario, i bambini si trasferiscono in Italia. È qui, nella piccola casa di campagna della nonna, così diversa dai grandi spazi vuoti del palazzo inglese, che Soter e il Narratore vivono le avventure dell’infanzia e dell’adolescenza, in un crescendo che a tratti diventa struggimento: la ricerca nel bosco di una bambina rapita, i consigli di un cuscino parlante, le vicende di un Rembrandt rubato, la solitudine di un orco che adora i fiori, il calco del piede di Elena di Sparta, i filmati inviati sulla Terra da un telescopio nell’ammasso globulare di Omega Centauri, la battuta di caccia a una chimera in fuga. Si dispiegano in questo modo, uno dopo l’altro, i grandi temi dei primi anni e quelli dei loro opposti che, in un movimento ciclico, si annullano e rigenerano a vicenda: il coraggio e la paura, il piacere e il peccato, il conformismo e l’originalità, la passione e gli affetti. Un romanzo tenero e impetuoso, una fiaba selvaggia sull’incantesimo e i misteri dell’infanzia, un racconto di formazione tanto intenso da oscurare per sempre le illusioni dell’età adulta.

Notte di un’accarezzatrice

(romanzo, diritti disponibili)

Vera Plurabelle è un’accarezzatrice, una ragazza che dà conforto con le sue mani a chi ha bisogno di contatto e affitta il proprio appartamento a chi è in cerca di intimità. Al termine di un turno di lavoro in metropolitana, lei e JD, la popstar testimonial del suo energy drink preferito, si immergono nel viavai notturno di volti indistinguibili, di corpi abituati a vivere in spazi angusti e a perdersi nel vuoto affollato della vita urbana, tra distributori di bibite, telecamere, gigantografie, codici e icone da interpretare. Ragazzi senza passato alla ricerca di un futuro, in coda per un esame del DNA, arti amputati e venduti a collezionisti di cadaveri, elfi domestici, abiti in latex e figure che oscillano tra i due poli di una sessualità disinibita e inesistente costituiscono lo sfondo caleidoscopico di una nuova umanità. Ambientazioni asettiche, si sovrappongono ad atmosfere distopiche e psichedeliche. Storie di perversioni e rituali post-moderni, di “magia” biotecnologica, attraverso un linguaggio preciso, si innestano nella celebrazione poetica di un mondo ipertecnologico e iperspecializzato. Mentre tutto ciò che è riconducibile alla parola “fetish” si mostra quale surrogato di un erotismo perduto e unico possibile ancoraggio a quell’insieme ambivalente di “intimità e ingombro” che è il corpo.

 


 

Fulgore nella notte

(romanzo, Adiaphora edizioni, 2019)

Gordon Wilson non si sarebbe dovuto trovare in quella casa. Inebriato dal fascino di una giovane sconosciuta, così simile a sua moglie Una, dà inavvertitamente vita a un incendio e, dalle fiamme, scivola nella realtà la sinuosa figura di una tigre. Gordon fugge, lasciando la propria famiglia disorientata.
È un passaggio di testimone, quello con la figlia Liz, che da Bristol si reca a Londra alla ricerca del padre, per scoprire infine antichi prodigi e svelare i misteri degli Wilson. Passato e presente si intrecciano nella simbologia della specularità. Un viaggio fatto di incontri bizzarri con personaggi eterei, in equilibrio tra il mondo del visibile e quello dell’invisibile, tra l’universo tangibile e quello dell’immaginazione.
Un cammino esistenziale, fisico, letterario, con incursioni nel poetico.
Un romanzo composito nel quale si innesta un generoso tributo al Romanticismo inglese, che invita a lasciar andare gli ormeggi della ragione per abbandonarsi al dominio del possibile.