Giulia Bracco

Giulia Bracco è nata e vive a Salerno. Giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, ricercatrice. Come psicolinguista, ha pubblicato e presentato lavori in contesti nazionali e internazionali, e ha ricevuto il Premio Giovani Ricercatori in Psicologia e il Premio Miglior Tesi di Dottorato in Psicologia Sperimentale con una tesi sui processi cognitivi attivi durante la Visual Word Recognition. Ma le parole per lei non sono solo un oggetto di studio, sono soprattutto un veicolo di emozioni, ed è questo il motivo per cui scrive praticamente fin da bambina. Il suo primo romanzo, “Ovunque sei, se ascolterai” (Guida Editori, 2015), ha vinto il Premio Cimitile 2015 (e nello stesso anno, anche il Premio Fabula Letteratura). Nel 2018 ha pubblicato con la casa editrice Caffèorchidea “La Madre, il Maestro, Shakespeare e Dio” (attualmente finalista al Premio Napolitime). Ha appena terminato la stesura del suo terzo romanzo.

 

Vita incompiuta di Ilian Joyce

(romanzo, 350 cartelle, diritti disponibili)

Canada, anni ’60, la pioggia trasforma la neve dei giorni precedenti in fango. Mentre sta partendo per raggiungere Berlino, Ilian Joyce scopre che la donna che ha sposato è rimasta coinvolta in un terribile incidente d’auto a Courbe Raide. Invitato dai compaesani a unirsi ai soccorsi, Ilian si avvia lungo la discesa che dalla sua tenuta fuori dal mondo, Fort Rêverie, conduce al paese. Cosa farà, Ilian Joyce? Si unirà ai soccorsi, come tutti si aspettano, o cercherà di raggiungere la cittadina più vicina per salire sull’autobus che lo porterà all’aeroporto? Perché è così importante per lui, e perché – incredibilmente – è così difficile decidere?

Con la sua valigia carica di cimeli, Ilian Joyce ripercorre la propria vita. Da orfano in un tetro istituto vicino Montreal a ignaro pupillo di una benestante famiglia di Vale Perkins, da promessa del pianoforte a brillante docente e concertista, dal Canada a Berlino e da Berlino al Canada, Ilian Joyce ha speso la propria vita a cercare di fare luce sui soprusi perpetrati ai danni di tanti orfani meno fortunati di lui nell’epoca di Maurice Duplessis. Ma soprattutto ha cercato disperatamente di salvare lei: la misteriosa bambina col vestito a fiori.

E ha lasciato incompiuta dietro di sé molta parte della storia e della partitura.

Eppure c’è ancora molto da dare e da scoprire, e molta musica da suonare oltre il bivio alla fine della discesa.