Mario Schiavone

Mario Schiavone, nato nel 1983, vive ad Aversa, dopo essere passato per Casal di Principe e Agropoli. Nel 2003 ha vinto una borsa di studio per il Master biennale di Scrittura creativa della Scuola Holden di Torino, dove si è diplomato nel 2005. Tra il 2006 e il 2007 ha collaborato, in qualità di copy junior, con alcune agenzie pubblicitarie torinesi, alternando questo lavoro a quello di commesso-libraio. Dopo un’esperienza di studio e lavoro a Berlino, si trasferisce a Roma dove lavora nella libreria della stazione capitolina. Qui raccoglie suggestioni utili a scrivere Binario 24, storia che segna il suo esordio letterario nell’agosto 2009 su Nazione Indiana. Ha scritto per il portale del quotidiano L’Unità con il blog “Terra nera, mare blu”. È ideatore e autore del blog “Inkistolio: Storie Orticanti”. Piccole incursioni nella narrativa contemporanea lo vedono autore di alcuni racconti apparsi in versione cartacea in diverse raccolte di narrativa italiana, tra cui l’antologia Più veloce della luce (Pendragon Editore, 2017). Attualmente lavora come docente di scrittura creativa nelle scuole superiori in provincia di Caserta.

 

Quindici cartoline da Casal di Principe

(15 racconti, 60 cartelle, diritti disponibili)

Quindici cartoline da Casal di Principe, una raccolta di storie concatenate fra loro, che narrano quindici momenti di vita descritti in prima persona da un bambino, protagonista e attento osservatore della realtà autoesiliante che lo circonda, negli anni Novanta, in una città di Terra di Lavoro teatro delle prime guerre di camorra. Un bambino “diverso” dagli altri, a tratti speciale, perché come gli diceva spesso sua madre ormai defunta: “Tu hai le fragole nella testa che ti fanno vedere il mondo sotto una luce rossa”. L’arco narrativo delle quindici storie vede il bambino di Casal di Principe combattere contro la profezia di una vecchia del paese, che gli ha predetto la morte entro quindici giorni. Il bambino, nonostante sia convinto di essere spacciato, trascorre quei quindici giorni osservando da vicino ogni personaggio che incontra, entrando in ogni vita fatta di circostanze paradossali, avvenimenti talvolta violenti e fenomeni inspiegabili.

Non c’erano corsi d’acqua a Casal di Principe. Sulle nostre teste cielo e nuvole leggeri come carta velina, sotto i nostri piedi l’asfalto ruvido come carta vetrata. Attorno a noi il cemento con cui erano fatte tutte quelle case che spuntavano come nel Monopoli. Non c’erano neanche ruscelli, come quelli che si vedono nei cartoni animati o sui libri di scuola. Per vedere un ciummo dovevi farti portare a Castelvolturno da qualche compaesano coraggioso, qualcuno capace di calare le reti in quel fiume così sporco da ospitare animali morti che galleggiavano sull’acqua. In prima elementare, alla scuola “Gioiosa” ci avevano chiesto di raccontare in poche righe una cosa fatta d’acqua. Io avevo pensato alla iumara, il vallone in cui scorreva acqua vicino casa dei miei nonni materni, in provincia di Salerno.

 

Aurora bipolare

(romanzo, 95 cartelle, diritti disponibili)

Francesco Martucci è un giovane precario trentenne, che vive ad Aversa. Ama la musica di Cimarosa, i videogiochi a 8 bit e i supereroi dei fumetti americani. Soffre di un disturbo borderline di personalità che lo conduce a vivere una doppia vita a tratti tragicomica. Un vivere quotidiano che lo divide fra i momenti di solitudine in cui sogna di combattere la sua guerra personale contro la società, nelle vesti del suo alter ego di fantasia chiamato MalConcioMan e i momenti di “quiete apparente” in cui trascorre il tempo conversando con il folle venditore Mister Tucci. A causa del suo disturbo e delle medicine che assume per curarsi, spesso, perde la memoria e non ricorda quanto gli è accaduto nelle ultime ore di vita trascorse. Quando non ha memoria del suo vissuto, contatta il suo mentore Giulia, un’amica di famiglia (di professione psichiatra) che lo riconduce alla realtà. Mister Tucci gli propone di acquistare un elisir chimico sintetizzato in un laboratorio speciale; la cura definitiva al suo problema di salute. Quando Francesco comprenderà la vera natura di quell’uomo, si renderà conto di essere caduto in una trappola senza via d’uscita: per comprare il siero di Mister Tucci si è infatti indebitato con un potente uomo della malavita…