Gianfranco Pecchinenda

Nato a Napoli nel 1963, si è presto trasferito, insieme alla famiglia, in Sudamerica. Qui ha trascorso, tra il Venezuela e l’Argentina, tutta l’infanzia e l’adolescenza. Rientrato a vent’anni in Italia per inseguire il sogno di diventare calciatore, si è poi stabilito a Napoli dove ha cominciato a dedicarsi sempre più assiduamente allo studio delle scienze sociali, fino a intraprendere la carriera accademica e diventare professore all’Università Federico II di Napoli. La sua ricerca in ambito accademico è prevalentemente orientata all’analisi del comportamento sociale, con particolare riferimento alla costruzione dell’identità e dell’immagine dell’uomo. Il suo approccio teorico è di derivazione fenomenologica. Parallelamente all’attività accademica ha coltivato, via via in maniera sempre più regolare, la sua antica passione per la letteratura, pubblicando alcuni romanzi e racconti raccolti in diversi volumi. Un suo romanzo, Ser Ricardo Montero (2014) e alcuni racconti, Kafka-Kafta. Cuentos de padres y de sombras (2016), sono stati tradotti e pubblicati in spagnolo dalla Editorial Carena di Barcellona.

Saggistica (elenco parziale)

  • Il Sistema Mimetico. Contributi per una sociologia dell’assurdo (Ipermedium libri, 2014)
  • Fingere per davvero. Scritti su Emmanuel Bove e altre menzogne (Funes, 2013)
  • Homunculus. Sociologia dell’identità e autonarrazione (Liguori, 2008)
  • Videogiochi e cultura della simulazione. La nascita dell’Homo Game (Laterza, 2003 e 2010)

Narrativa

  • L’ombra più lunga. Tre racconti sul padre (Colonnese, 2009 – Premio Torre Petrosa 2010)
  • Essere Ricardo Montero (Lavieri, 2011)
  • L’ultimo regalo (Lavieri, 2013)
  • Come se niente fosse (Ad est dell’equatore, 2015)
  • La faccia. Un omaggio a Franz Kafka (Oedipus, 2017)

 

Martedì

(romanzo – 114 cartelle – diritti disponibili)

Francesco e Giovanni sono vecchi compagni di studi. I due si ritrovano, oramai cinquantenni, a svolgere la loro attività didattica e di ricerca nello stesso dipartimento universitario in cui, circa trent’anni prima, si erano conosciuti. Francesco è ora un professore affermato, all’apice della carriera già da diversi anni; Giovanni è invece ancora fermo al ruolo di ricercatore, ma sta per ottenere la tanto agognata promozione al ruolo di professore associato. Un giorno, all’improvviso, durante un Consiglio di dipartimento, Giovanni ha un malore e muore. Prendendo spunto da questo evento, il romanzo narra le vicissitudini (la morte, l’amicizia, il cinismo, la carriera, il disincanto, l’amore) dei due protagonisti, che s’incrociano con quelle di altri due personaggi centrali per la narrazione: Alice, vecchia compagna universitaria, e moglie prima di Giovanni e poi di Francesco; e il professor Omar Amalfitano, maestro di studi e riferimento intellettuale dei tre ragazzi, la cui enigmatica biografia racchiude alcuni intricati misteri. Nel dispiegarsi della trama, finzione e realtà sembrano integrarsi in uno stesso universo narrativo in cui i personaggi agiscono talvolta con la metodica certezza che prima o poi qualcosa possa cambiare, anche se non come diretta conseguenza delle loro stesse azioni: come stregoni che ballano affinché piova, essi si muovono nella speranza che le loro vite possano acquisire un senso, incluso quello di costringere una improbabile divinità a rispondergli, a prestargli attenzione, a fornire un qualche significato alle vicende che, spesso in maniera del tutto assurda, finiscono per determinare il corso delle loro vite.

 

Gli “omaggi”

(testi saggistico-narrativi su grandi autori)

Cortazar, Borges, Nietzsche, Woolf, Dostoevskij: sono alcuni dei grandi autori ai quali Pecchinenda dedica i suoi “omaggi”, potenzialmente seriali… La struttura di fondo è: Omar Amalfitano (uno scrittore fittizio) si confronta con i testi di grandi autori (scrittori, filosofi, scienziati, poeti) a partire da racconti, saggi, poesie su alcuni grandi temi del pensiero occidentale. Nel caso di Cortazar, ad esempio, il tema è il “tempo” e alcuni suoi correlati: l’irrealtà del domani, l’inutilità del concetto di futuro, la narrazione dei cambiamenti che avvengono nella percezione temporale durante i viaggi…