Francesca Prisco

Francesca Prisco abita ad Aversa, città nota per la mozzarella e i manicomi. Giornalista professionista, ha collaborato, tra l’altro, col Corriere del Mezzogiorno e il Mattino di Caserta. Ha pubblicato racconti nella collana Toilet  e ha contribuito ad altri progetti editoriali della 80144 edizioni. Un suo testo è stato inserito in un lavoro teatrale di Massimiliano Palmese, Sibille, rappresentato al Teatro Nuovo di Napoli. Nel 2014 dal suo racconto Reinbov drim  è stato tratto il monologo Mulignane, interpretato da Gea Martire con la regia di Antonio Capuano (ancora oggi rappresentato nei teatri di Napoli e non solo). Ha frequentato il corso e il master in sceneggiatura cinematografica (a Napoli e a  Roma)  con i registi Paolo Sorrentino, Stefano Incerti e Antonio Capuano, con gli sceneggiatori Heidrun Schleef, Francesco Bruni, Graziano Diana e Giorgio Arlorio e con Nicola Giuliano, produttore della Indigo Film. Con Chiara Mannella ha progettato il volume Caffè scorretto (vedo la gente smorta), inedito, con cinquanta testi e cinquanta disegni.

 

Mulignane e altre ecchimosi

(quattro racconti, 50 cartelle totali)

Le mulignane a Napoli sono le melanzane che si utilizzano per la famosa parmigiana, ’nzevata e opulenta; ma sono anche i lividi. Quelli sulla pelle e sull’anima di certe femmine che non sono eroine romantiche, vittime di drammi epici, ma passano guai minori che non le fanno vivere pienamente. Storie di donne che parlano come mangiano e che risultano ironiche in maniera feroce. La bruttina con gli occhiali che, pur di non sentirsi catalogata come zitella, inizia una storia sadomaso con il primo che l’aveva addorata. Così tra mulignane, fruste e vibratori alla fine tutto torna. “Chiudi gli occhi… apri la bocca” racconta, invece, peripezie, abbuffate e diete di un’ex chiattona. Un resoconto spietato sulla forma che diventa sostanza; perché le “ossa da fuori” sono il vero status symbol. In “Viva e vegeta” lei, al contrario, è talmente bella da essere terrorizzata dalla vecchiaia incombente. Le prova tutte per sfuggire al tempo; diventa persino vegetariana e finisce per innamorarsi del maestro di yoga. La tipa di “Contusa e felice” non fa che sbattere, cadere, farsi male da sola, inavvertitamente, e scoprirà che, come diceva il padre, davvero non sa distinguere il confine tra il suo corpo e gli oggetti che la circondano. Lemulignane, quindi, ritornano e il cerchio può chiudersi.

 

Caffè scorretto (vedo la gente smorta)

(50 testi e 50 disegni – con Chiara Mannella)

“Che se, da creaturo, tua mamma ti ripeteva tutte le mattine di cambiarti le mutande perché se facevi un incidente e ti portavano all’ospedale facevi una figura di merda, fa niente che magari ti eri rotto una trentina di ossi e rimanevi cionco, si capisce che poi uno, crescendo, sviluppa uno schizofrenico concetto delle priorità della vita”. Amiche rossocrinite e automunite, Chiara Mannella (drawings) e Francesca Prisco (writings) sono le coautrici di questo diario maleducato e irriverente composto da cinquanta scritti e cinquanta disegni. Istantanee taglienti e caustiche da sorbire, al pari di un caffè rigenerante, come pausa catarticamente vendicativa sulle tragedie minime del quotidiano, sugli ingombranti personaggi secondari che intralciano la nostra routine. Una carrellata di selfie impietosamente senza filtri e una ricerca di risposte ferocemente esilaranti ai quesiti spiccioli dell’esistenza. Le autrici sono Chiara Mannella (illustratrice, art director, pescatrice di barracuda) e Francesca Prisco (giornalista, autrice di racconti e testi teatrali, dipendente dai carboidrati).