Felice Piemontese

Felice Piemontese (Monte Sant’Angelo, 25 gennaio 1942) è poeta e scrittore. Trasferito a Napoli con la famiglia quando aveva quattro anni, ha fatto studi irregolari e incompleti, dedicandosi subito al giornalismo e all’attività letteraria. Ha lavorato all’Unità e alla Rai; ha collaborato, con inchieste e corrispondenze, a Panorama (direzione Lamberto Sechi) e all’Europeo. Attualmente scrive articoli di critica letteraria per quotidiani e riviste. All’attività giornalistica ha sempre affiancato quella letteraria. Giovanissimo, ha fatto in tempo a partecipare al Gruppo 63 e, successivamente, alla redazione del giornale Quindici. Ha poi collaborato a riviste letterarie e politico-culturali, come Nuovo ImpegnoChe fareMalebolgeUomini e ideeAltri Termini e, in anni più recenti, Alfabeta. Il suo primo libro di poesie, di carattere sperimentale, Là-bas, fu pubblicato nel 1971 dal poeta Adriano Spatola che aveva fondato e dirigeva con Giulia Niccolai la casa editrice Geiger. È del 1973 il “romanzo” Testo, considerato da alcuni critici, come Walter Pedullà, fra i testi più arditi della neo-avanguardia. Nel 1990 ha pubblicato il fortunato, e citatissimo, Autodizionario degli scrittori italiani, di cui sono uscite diverse edizioni. I romanzi Epidemia, liberamente ispirato a Camus, e Dottore in niente, il cui personaggio principale è Guy Debord, teorico della “società dello spettacolo”, hanno ottenuto vasti riconoscimenti critici e premi, come il “Bergamo” (entrambi, su proposta di Pontiggia) e il “Feronia”. Nel 2009 ha pubblicato i racconti di Fantasmi vesuviani. In ambito poetico, i libri più recenti sono La città di Ys Il migliore dei mondi (Premio Napoli). Appassionato di cultura francese, ha tradotto libri e pubblicato centinaia di articoli e interviste ai più noti scrittori d’Oltralpe. Nel 2008 è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres de la Republique Française.

 

Opere pubblicate

Poesie

  • Là-bas, Geiger, Torino, 1971
  • Intorno a quelle macerie, Carte Segrete, Roma, 1981
  • La città di Ys, Manni, Lecce, 1997
  • Il migliore dei mondi, Manni, Lecce, 2006

Romanzi e racconti

  • Testo, Longo, Ravenna, 1973
  • Da un’immensa distanza, Shakespeare & Co, Milano, 1981
  • Epidemia, Pironti, Napoli, 1989
  • Dottore in niente, Marsilio, Venezia, 2001
  • Fantasmi vesuviani, Hacca, Matelica, 2009

Saggistica

  • Dopo l’avanguardia, Guida, Napoli, 1981
  • Autodizionario degli scrittori italiani, Leonardo, Milano, 1990
  • L’invenzione della realtà (con M. Gemelli), Guida, Napoli, 1994

 

Il lavoro rende liberi

(romanzo, diritti ceduti per l’Italia)

imagesIl lavoro rende liberi – come Sottomissione, il romanzo di Michel Houellebecq di cui costituisce il contraltare, rovesciandone completamente punto di vista e situazioni narrative – si svolge in Francia nel 2022, nelle settimane che precedono e seguono le elezioni presidenziali che vedono la vittoria del partito di estrema destra e l’elezione a presidente di Marine Le Pen. Il protagonista-narratore è un professore napoletano, che insegna alla Sorbona e assiste con sbigottimento, ma anche con una certa apatia caratteriale, agli avvenimenti sempre più drammatici che si svolgono a Parigi e in tutta la Francia: intimidazioni, scontri nelle banlieues, attentati, la minaccia dell’estremismo islamico (il Califfato è ormai una realtà e ha perfino un’ambasciata a Parigi). Per sfuggire al clima sempre più opprimente, il professore torna per qualche settimana a Napoli, dove incontra vecchi amici ed ex amanti e fa i conti, dopo la sua lunga assenza, con una realtà ricca di paradossi come quella napoletana e con personaggi grotteschi, come l’aspirante professore di Vandalismo urbano. Tornato in Francia, la situazione diventa ben presto ancora più incandescente di prima: sanguinosi scontri di piazza con centinaia di vittime, deportazioni di massa, espulsioni di immigrati, attentati che distruggono importanti monumenti e determinano le condizioni per l’avvio di un processo di fascistizzazione del paese, forse nemmeno del tutto previsto ma vissuto da tutti come inevitabile. E, quando ai professori universitari viene chiesto di prestare giuramento di fedeltà al nuovo regime, il protagonista giura, dopo una breve esitazione: una scelta vile, ma che il protagonista considera ineluttabile…

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