Elena Starace

Nata a Napoli nel 1989, Elena Starace si dedica per dieci anni allo studio della danza classica e jazz, per poi innamorarsi del teatro e delle arti sceniche. Dopo aver frequentato l’Accademia di Arte drammatica Eutheca di Cinecittà, all’età di 22 anni ha iniziato a lavorare come attrice televisiva. Il suo romanzo d’esordio è Anime pezzentelle (editore L’Erudita, 2016; ora disponibile su piattaforma Amazon in e-book e formato cartaceo). In tv ha interpretato Giovanna Perrone nella fiction “Benvenuti a tavola” (Canale 5, 2013), nonché Noemi nella serie “Gomorra” (Sky, 2014). Dal 2015 è nel cast di “Un posto al sole” (Rai Tre) nel ruolo di Giada Ascione. È stata inoltre interprete di Imma nel film “Fandango Limbo” di Lucio Pellegrini per Rai Uno, di Denise nel film “Vita cuore battito” del duo ‘made in sud’ Arteteca, di Teresa Capuano in “Per amore del mio popolo – Don Diana” (Rai Uno). Attualmente frequenta la facoltà di Arti cinematografiche, visuali e nuovi media dell’Università Marconi di Roma e lavora alla scrittura del suo secondo romanzo.

 

Uccia

(romanzo, in preparazione)

Salento, tra fine Ottocento e primi del Novecento. Uccia vive con il nonno, ma la sua vita viene sconvolta dall’arrivo di un esercito di coloni. Il paese che conosce si trasforma all’improvviso: vengono abbattute le case, deportati i giovani. I vecchi sono costretti ad abbattere tutti gli ulivi. Il terreno viene soffocato con calce e cemento per far posto alle nuove basi dei coloni. Tutto muore, senz’aria, senza luce, senza cuore… Il nonno di Uccia prova a ribellarsi: non srotola il filo spinato sulle strade che portano al mare, non rinchiude il bestiame nelle stalle. Ma soprattutto non taglia alcun albero! Pagherà caro questo atteggiamento: un soldato gli spara un colpo alla tempia. Uccia lo ritrova, senza vita, abbracciato al suo ulivo preferito, col sangue e la colpa degli uomini a bagnare il tronco, le radici, la terra. La ritroviamo anni dopo in casa di una donna, la Signora, che offre protezione alle ragazze “messe a disposizione” dei coloni. La bellezza è stata estirpata dal suo corpo abusato. Uccia non sente più niente; accoglie gli uomini nel suo letto con l’assenza. Ma sul fondo di quegli occhi verdi c’è ancora la terra, ci sono ancora gli ulivi. Stringe amicizia con Nena e sarà proprio questo rapporto di protezione reciproca a risvegliare in lei una forza che credeva persa…

 

Anime pezzentelle

(romanzo – edito – 169 pagine – diritti disponibili)

Stefano e la sua famiglia, subito dopo la guerra, sono costretti a lasciare Napoli per l’America, come tanti altri che abbandonano radici e amori in cerca di fortuna. Ma nel nuovo continente la vita non si dimostra benevola. Stefano decide di seguire la voce del cuore e tornare in patria: imparerà così ad apprezzare quel mondo umile dal quale proviene… L’autrice dipinge un meraviglioso affresco della società italiana nel secondo dopoguerra. “A Napoli la gente affonda e riemerge in continuazione”: in quell’affondare e in quel riemergere, in quell’alternarsi di avversità e fortune, di incontri e di addii, c’è la storia di una famiglia, dal triste prologo di Concetta, rinchiusa in manicomio e privata dei figli, alle vicende incentrate intorno al nipote Stefano, ai genitori, al fratello e alla sorella, all’amata Maria.