Bruno Larosa

Nato nel 1959 a Locri, in provincia di Reggio Calabria, Bruno Larosa è napoletano d’adozione. Laureato in giurisprudenza, esercita la professione di avvocato penalista. Dal 2001 ha avuto diversi incarichi universitari in diritto e in procedura penale nelle università romane “La Sapienza” e “Tor Vergata”. È direttore responsabile del periodico AntilogiE e ha pubblicato, insieme ad altri autori, il testo Elementi di diritto per le professioni sanitarie (Esculapio Editrice), redigendo la parte di diritto processuale penale. Le sue opere narrative sono sempre ambientate nel mondo della giustizia. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo, Magistrati!, per le edizioni CentoAutori di Napoli. Nel 2017 è uscito (per Alessandro Polidoro Editore) il secondo romanzo: Doppio binario.

 

Fortunato

(romanzo, in preparazione, dicembre 2018, inedito, diritti disponibili)

Fortunato ha 65 anni e vive in una minuscola frazione alle pendici dell’Aspromonte. Dopo essersi dedicato per una vita al lavoro e alla famiglia, viene inaspettatamente arrestato perché ritenuto uno dei capi della ‘ndrangheta locale.

Fortunato è anche cugino dell’avvocato Guido Castiglione (protagonista di Magistrati!, il primo romanzo di Larosa), il quale si era ritirato dalla professione di penalista che esercitava a Napoli dove era emigrato molti anni prima. L’arresto di Fortunato, per i solidi quanto complessi legami familiari vigenti in quelle località, impone all’avvocato di accettare l’incarico di difendere il cugino.

Nel difficile caso che si snoda attraverso la vicenda processuale, che ha come protagonisti Fortunato e la Locride, si inserisce l’omicidio del commissario capo di Siderno, colui che aveva proceduto all’arresto dell’indagato. Questo episodio porterà Castiglione a sospettare di Antonio, proprio uno dei figli di Fortunato.

A indagare sulla morte del commissario c’è un giovane magistrato napoletano in servizio nella procura di Locri, il quale instaurerà con l’avvocato Castiglione un confronto culturale-investigativo, che si svolge tra Napoli e la Calabria e che li porterà a fare chiarezza sulla vicenda.

Il libro si inserisce in un filone che apparentemente riprende il genere e la tradizione del romanzo poliziesco, apportandovi la novità derivante dall’esperienza di forme di devianza territoriale e di denuncia delle storture presenti nel sistema giudiziario e nella nostra società. In questo caso, di quella meridionale in generale e di un territorio  complesso come quello locrese.